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"Crescere significa superare quello che siete oggi" (Swami Prajinanapada)
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lunedì 2 aprile 2012

DONNE DIVERSE SUCCESSI SIMILI

Su NNC oggi due casi di successo mondiale.
Successi simili sì. 
Dopo aver vissuto momenti difficili, rispettivamente, nelle proprie vite, sono state in grado di riprendersi quello che stava per sfuggire loro di mano...


1) La nostra Carolina Kostner è diventata campionessa del mondo dopo aver avuto periodi bui nei quali non riusciva più ad imporre la sua classe e la sua grazia. 

2)  alle elezioni Birmane che segnano il ritorno in Parlamento del premio Nobel per la pace Aung San Suu kyi dopo 15 anni di detenzione di cui gli ultimi sette ai domiciliari.


Due esempi cristallini di come con la pazienza, la visione, l'impegno e la forza di credere nei propri sogni e valori si possa ottenere risultati importantissimi...


Grazie di cuore!
Luca

aaa

lunedì 26 marzo 2012

Inter, la Primavera vince Champions giovani

Raramente ho parlato di sport su NNC e ancor meno di calcio. Ma questa non è una notizia di calcio ma di speranza e di consapevolezza.
Dopo aver ricordato il grande Vigor Bovolenta, la vittoria della Ferrari (che suona come un miracolo!)la Primavera dell'Inter ha vinto la Champions giovanile. Questo vuol dire programmazione, visione, idee, coraggio. Un buon motivo d'orgoglio per l'Italia e un monito per la crescita e la ripresa (che può passare anche da questi fatti).


(fonte: TUTTOSPORT del 25 marzo 2012)
LONDRA - La primavera dell'Inter ha vinto ai calci di rigore la prima edizione della NextGen Series, una sorta di Champions League dei giovani: in finale la squadra nerazzurra allenata da Andrea Stramaccioni ha battuto i giovani olandesi dell'Ajax 6-4, sotto gli occhi del presidente Massimo Moratti, grazie anche a due decisive parate di Di Gennaro nella serie dei rigori. Partita ricca di emozioni e occasioni da rete al Brisbane Road, stadio londinese del Leyton Orient. L'Ajax è superiore nella qualità del palleggio, ma sfortunato con Davy Klaassen, la cui rovesciata rimbalza sul palo. Allo scadere del primo tempo, fiammata nerazzurra: Samuele Longo sfrutta al meglio l'assist di Daniel Bessa e sblocca il risultato. Il vantaggio dell'Inter dura però lo spazio dell'intervallo perché la ripresa si apre con il pareggio dell'Ajax appena al 3' minuto, grazie ad una superba punizione di Stefane Denswil: la palla finisce nell' angolino alle spalle di Di Gennaro. Al 25' st l'Inter resta in dieci: duro intervento del difensore Ibrahima Mbaye su Joel Veltman, rosso inevitabile decretato dall'arbitro Lee Collins. Ajax padrone del campo, nerazzurri alle corde. E fortunati quando il colpo di testa di Klaassen scheggia la traversa a tempo scaduto. Ai supplementari esce il cuore dell'Inter, ma la traversa si oppone prima alla punizione di Lorenzo Crisetig, quindi alla girata dal limite di Samuele Longo. In mezzo un'altra traversa olandese, di Denswill, ancora su punizione. Verdetto rimandato ai calci di rigore, dove i nerazzurri si dimostrano infallibili e Longo mette il sigillo sul loro trionfo. La prima edizione della Champions League dei giovani è così dell'Inter. 

GIOIA MORATTI - Volato a Londra proprio per assistere alla finale della sua Primavera, Massimo Moratti non nasconde la soddisfazione per la vittoria dell'Inter sull'Ajax. Una gioia speciale, la conquista della prima Champions giovanile, in una stagione avara di soddisfazioni. "È stata una partita meravigliosa, nonostante l'inferiorità numerica abbiamo costruito più palle gol - il commento del presidente nerazzurro -. L'Inter è stata fantastica oggi, merito dei giocatori e dell'allenatore, del loro spirito e della loro intelligenza calcistica". 



Grazie di cuore!
Luca

martedì 28 febbraio 2012

MONDIALI Jr. di SCI a ROCCARASO

Ci siamo!
C'è da essere orgogliosi di ospitare in Abruzzo i campionati mondiali di Sci alpino.
In un momento particolare come questo, per via della crisi che si vive e per via della paura di un futuro incerto, quest'atto di coraggio nell'investire in un'attività così importante è da premiare.
E allora, chi può, è invitato ad assistere alle gare e alle tante iniziative di contorno organizzate per l'occasione nel comprensorio sciistico ROCCARASO-RIVISONDOLI-ALTO SANGRO. 
Comunque vada, per i colori azzurri, sarà un successo!

(Adnkronos) - Tantissime anche le iniziative collaterali di carattere culturale, sociale, ricreativo che si svolgeranno nei dieci giorni delle gare. L'ultima in ordine di tempo e' stata annunciata nella giornata di ieri e riguarda il 'piatto mondiale' una rassegna di enogastronomia abruzzese per catturare i gusti e il palato delle tantissime realta' che arriveranno da ogni angolo del mondo. A promuoverla e' stata la scuola alberghiera proprio di Roccaraso un'istituzione scolastica prestigiosa.
Dal punto di vista sportivo cominciano a circolare (salvo sorprese dell'ultima ora) i primi nomi di atleti e campioni che arriveranno in Abruzzo. Non ci sono dubbi, la Stella dei Mondiali di Roccaraso e' l'americana Mikaela Shiffrin: 17 anni il prossimo 13 marzo, ha stupito tutti nello slalom di Coppa del Mondo disputato a Linez il 29 dicembre scorso, quando ha tagliato il traguardo al terzo posto alle spalle di Marlies Schild e di Tina Maze. Un podio che non e' arrivato per caso visto che tutti i tecnici del Circo Bianco gia' l'anno scorso l'avevano indicata come promessa dello sci mondiale.

Grazie di cuore!
Luca

martedì 21 febbraio 2012

APPENNINO BIANCO (di Stefano Ardito)

Appuntamento con la cultura e la natura su NNC.
APPENNINO BIANCO - il libro di Stefano Ardito - presentazione venerdì 24 febbraio ore 20 - Banca di Teramo, Teramo.

Itinerari con piccozza e ramponi, ciaspole e sci da fondo

LA PRESENTAZIONE SARA' PRECEDUTA DA UN APERITIVO.


La guida Appennino Bianco, scritta da Stefano Ardito, è dedicata a tutti gli appassionati di montagna che desiderano anche d'inverno esplorare i sentieri, i boschi, gli altopiani, le vette dell'Appennino centrale.
Il primo volume descrive 84 itinerari con piccozza e ramponi, ciaspole o sci da fondo sui Monti Sibillini, i Monti della Laga, il Gran Sasso, il Terminillo, il Velino e Campo Felice. Nel secondo volume, raccontati in 81 itinerari, sono di scena il Sirente, i Monti Simbruini ed Ernici, le vette e le valli del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, le Cinque Miglia e i solenni pendii della Majella e del Morrone.
Questi luoghi, affascinanti in ogni momento dell'anno, mostrano d'inverno il loro volto più spettacolare e selvaggio. E anche con la neve e il ghiaccio, è possibile per l'escursionista e l'alpinista scoprire tracce di animali, rocce, valloni, cime e paesaggi di eccezionale bellezza.
In inverno, comunque, la montagna diventa più impegnativa che in estate, e richiede attrezzatura adeguata ed esperienza. Tra gli obiettivi fondamentali di Appennino Bianco è quello di invitare escursionisti e alpinisti a frequentare la montagna invernale in sicurezza. Ecco perché, oltre alla descrizione di itinerari e a foto suggestive, la guida propone consigli e informazioni utili per affrontare tutte le situazioni con accortezza e senza rischi.
Realizzata in collaborazione con le Guide Alpine di Abruzzo e Marche e con il patrocinio del CAI Lazio, la guida ricorda che in montagna, d’inverno, non esiste solamente lo sci di pista, ma è possibile praticare attività molto più silenziose e naturali per apprezzare al meglio il fascino dei monti dell’Appennino centrale, tutelati da quattro Parchi nazionali e da numerose aree protette regionali.



Grazie di cuore!
Luca

martedì 31 gennaio 2012

MONEYBALL

Oggi su NNC uno spunto preso da un film.
"Forse non sembrate una squadra di vincenti, ma lo siete. Quindi giocate da vincenti!"
Questa è una frase del film MONEYBALL (con Brad Pitt).


Le lezioni del film:
1) ESCI DALLA STRADA BATTUTA
2) INFORMAZIONI, NON DATI
3) LA LAUREA (A VOLTE) NON SERVE
4) MENO SOLDI E' MEGLIO
5) PENSA A CORRERE, PRIMA CHE A VINCERE
Per approfondire, guarda il film. Ne vale la pena...
Utile per la vita.

Grazie di cuore!
Luca

giovedì 22 dicembre 2011

VINCENTI E PERDENTI...!!!

Vincenti e Perdenti...!!!
Per molti la vita di divide solo così.


Salto di paradigma culturale e ricerca dell'Eccellenza.
Queste sono 2 colonne sulle quali poggia NNC.


Lo scrivo e lo riconfermo perchè recentemente ho avuto modo di parlare con un politico, con un amico, con il quale mi sono trovato in disaccordo su un punto in particolare: la "dipendenza elettorale".
Se non si capisce, in politica come in altri campi della vita, che l'obiettivo è decidere coraggiosamente per il meglio e per il futuro di una comunità intera (anche se capisco, a volte può sembrare impopolare) e non assecondare solamente le richieste individuali del momento, allora l'unica cosa che realmente ci resta da fare per sopravvivere è illuderci che qualcosa cambierà, grazie a noi, nella convinzione di essere pure dei Vincenti solo perchè siamo stati eletti!


Il breve video di oggi è uno storico appello del grande Julio Velasco, già visto su questi schermi, su come iniziare a cambiare punto di vista partendo proprio dal concetto di VINCENTI E PERDENTI.





Grazie di cuore!
Luca

giovedì 28 luglio 2011

LONDRA 2012


Ieri, ad un anno esatto (27 luglio 2012) dai XXX Giochi Olimpici di Londra, la capitale britannica annuncia che quasi tutto é pronto. Mancano solo pochi dettagli. L’88% degli impianti sportivi e non è già completato, i lavori per migliorare i trasporti (giá all´avanguardia) sono a buon punto, la polizia si sta preparando (a smontare tutte le paure). Il sindaco di Londra, Boris Johnson non manca di sottolineare come la sua cittá sia in anticipo rispetto ai tempi. Il fiore all´occhiello pare che sia il nuovissimo Aquatic Centre, opera dell’architetto anglo-iraniano Zaha Hadid.
Alcune curiositá:
Per la prima volta una città ospiterà i Giochi per tre volte: Londra é già stata sede olimpica nel 1908 e nel 1948.
Per la prima volta dal 1980 l’Italia non sarà presente nel calcio
A Londra ci saranno due sport in meno rispetto a Pechino: il baseball e il softball.
La torcia partirà da Atene il prossimo 18 maggio e attraverserà tutto il Regno Unito.

Se vogliamo trovare un neo a tutta questa perfetta organizzazione (su NNC ci piace mostrare l´eccellenza del territorio e in giro per il mondo) lo troviamo nello spot della BP. Il colosso pretrolifero responsabile del disastro ecologico nel Golfo del Messico ha diffuso uno spot autocelebrativo sulla sponsorizzazione delle Olimpiadi di Londra 2012. "Bel coraggio'' - si commenta online - considerando che nel video un'atleta corre su una spiaggia incontaminata.


LONDON2012 home


Grazie di cuore!
Luca

martedì 19 luglio 2011

VIDEOREPORTAGE DEL 3° MOTORADUNO D'EPOCA DELLE COLLINE TERAMANE.

Il 3° motoraduno è stato un momento di aggregazione tra appassionati delle moto d'epoca con indirizzo turistico.
Come sempre é aperto a chiunque, indipendentemente dalla marca e dal tipo di moto posseduta.
La passione per questi gioielli d´epoca, lo spirito di gruppo e la condivisione aiutano ogni anno questo evento e la sua ottima riuscita.



IL RADUNO E LA COLAZIONE



LUCIO DI CRESCENZO



IL PERCORSO



LA PARTENZA



Grazie di cuore!
Luca

lunedì 16 maggio 2011

Che Mascalzone!

Nella domenica che ha visto la salvezza del Teramo Basket, con un finale rocambolesco, su NNC parliamo di vela...
Cosa s´intende con la parola "mascalzone"?
Chi é un "mascalzone"?
Cosa vuol dire ritirarsi?
E cosa possiamo imparare da un ritiro?
Se l´abito non fa il monaco, una cerata puó fare l´uomo di mare?


Grazie di cuore!
Luca



Niente sponsor, niente Coppa America. Mascalzone Latino non parteciperà



Onorato: «Non riusciamo a raggiungere il budget. La vela? Troppi blazer, ma io resto un uomo in cerata


MILANO - Era nell'aria, purtroppo. Mascalzone Latino, due partecipazioni alla Vuitton Cup e Challenger of Record (sfidante ufficiale) della prossima edizione, non parteciperà alla 34esima edizione della Coppa America, in programma a San Francisco dal 7 al 22 settembre 2013. Lo ha annunciato, con una nota apparsa sul sito del team italiano, l'armatore Vincenzo Onorato: «Non riusciamo a raggiungere un budget che ci consenta di essere competitivi. Quando scendo in mare voglio vincere. Una sfida persa in partenza non mi interessa».
IL COMUNICATO - Triste, per la vela italiana, ma vero. E purtroppo dopo la sfida dei multiscafi fra i milionari Ellison e Bertarelli, si sperava in scelte che consentissero all'America's Cup di ripartire con più serenità e con più partecipanti. Obbiettivi che erano dichiarati dal vincitore, Larry Ellison, con il suo team Oracle affidato alla guida di Russel Coutts. Ma sulle scelte hanno pesato anche le convinzioni di una gran parte dei velisti più giovani, che chiedevano barche più veloci e più spettacolari di quelle delle ultime edizioni. Alla fine la scelta è caduta sui catamarani, con una nuova «classe» creata ad hoc. ma l'effetto non è stato quello desiderato. La realizzazione degli scafi è comunque costosa, la gestione del team, nonostante l'equipaggio sia più ridotto rispetto al passato, non è tanto inferiore. E d'altra parte è stata tagliata fuori tutta una generazione di velisti che sui monoscafi di Coppa America aveva costruito esperienze, capacità e anche piccole leggende. Anche il format diverso (regate su un «quadrato» con gli spettatori al centro) sarà una novità.
COSTI - Ma il punto principale è che alla fine i costi sono rimasti molto alti. Più o meno 50 milioni di euro per non fare figuracce. E allora, in momenti difficili come questi, è chiaro che anche chi ha voglia e tradizione può non trovare sponsor così generosi. Nel comunicato di Onorato si legge anche l'amarEzza per questa situazione: «Cari Amici e Tifosi, è con profonda tristezza che devo annunciare il ritiro di Mascalzone Latino dalla Coppa America. Sin dal principio della nostra investitura a Challenger of Record ho lavorato al progetto di ospitare la Coppa nel nostro Paese. Larry ama profondamente l'Italia e era entusiasta dell'idea. La Coppa in Italia sarebbe stata la più grande promozione mondiale per le nostre bellissime coste».
UNITA' D'INTENTI CON ORACLE - «Ci sono stati incontri ad altissimo livello che sembravano far credere al sogno, poi le cose sono andate diversamente. Come Challenger of Record», scrive Onorato, «abbiamo lavorato con umiltà a fianco a Oracle Racing e sono soddisfatto del risultato raggiunto: una Coppa nuova, spettacolare, con barche, i catamarani, che lanceranno sulla scena internazionale una nuova generazione di velisti». Con Russell, continua la nota, «abbiamo discusso a lungo sulla più difficile delle sfide che la prossima Coppa dovrà affrontare: uno scenario internazionale dall'economia depressa e quindi grandi difficoltà a trovare sponsor. Questo è il vero, unico e autentico nemico della prossima Coppa. È nata così l'idea della classe AC45, un modo concreto per far avvicinare molti team all'evento a costi contenuti almeno nella delicata fase dello start up».
PIU' UOMINI IN BLAZER CHE IN CERATA - «Per quanto riguarda noi, devo ringraziare i due sponsor italiani che ci hanno accordato la loro fiducia. Non riusciamo comunque a raggiungere un budget che ci consenta di essere competitivi. Nel nostro sport gli uomini in blazer hanno ormai superato quelli in cerata - prosegue Onorato - io resto un uomo in cerata e quando scendo in mare voglio vincere. Una sfida persa in partenza non mi interessa, mentirei agli sponsor, ai nostri tifosi e anche a me stesso. Ringrazio gli amici del Club Nautico di Roma. Sono certo che avremo insieme nuove entusiasmanti avventure. La vela di Mascalzone Latino non finisce comunque con la Coppa, ma prosegue con la scuola per i bambini dei quartieri disagiati di Napoli, una sfida quotidiana, chissà che un giorno non esca da loro un nuovo campione di Coppa. Buon vento a tutti».
L'ALTRA SFIDA ITALIANA - Resta iscritta un'altra sfida italiana, in questo caso nuova e senza precedenti di Coppa America, Venezia Challenge. La notizia della rinuncia di Mascalzone non è stata presa bene: «E' una grande perdita per la vela di tutto il mondo, perché Vincenzo Onorato ha dimostrato d'essere uno sportivo di razza sia in acqua che nel cuore. A lui e tutto il suo team va il nostro caloroso saluto - affermano Carlo Magna e Emanuela Pulcino, responsabili del sindacato -: È nostra determinata intenzione non sprecare l'opportunità che anche grazie a Onorato è stata offerta ai team, cioè quella di tenere conto della crisi economica che non permette più grandi investimenti: tutto il concept di Venezia Challenge è infatti progettato per offrire la massima performance tra costi e visibilià, permettendo così alle aziende di investire in modo più consapevole».

martedì 10 maggio 2011

Un gioco pesante!

Alcune situazioni sono davvero "pesanti"!
Soprattutto se le leghiamo ad un concetto leggero come il gioco. 
Lo sport, per primo, é un gioco e quando accadono fatti "pesanti" in questo contesto, la pesantezza si fa ancora piú grave.
Non posso non parlare, nel post di oggi, dello sfortunato corridore di bici Wouter Weylandt che ieri ha perso la vita durante una tappa del Giro d´Italia.
"Era una persona speciale, sempre sorridente, creava gruppo ed andava d’accordo con tutti - ricorda Marco Velo -. Io ho lavorato molto bene con lui alla Quick Step, ed essendo due velocisti ci trovavamo spesso ad aiutare l’uno l’altro. Dopo ogni arrivo veniva a ringraziare tutti i suoi compagni" (fonte: Gazzetta dello Sport)

Per rimanere nella scia di quanto detto ieri, a proposito del nostro vocabolario...:


Grazie di cuore!
Luca

venerdì 18 marzo 2011

Trapattoni: Bearzot il Garibaldi del calcio

Questo articolo di Fabio Monti tocca alcuni punti, per me, molto importanti e offre uno spunto di riflessione per gli sportivi, per i non sportivi, per i piú giovani e per i meno giovani. Mi piacciono, particolarmente, alcuni passaggi che ho evidenziato in grassetto; su tutto, poi, ci sono i 5 punti fondamentali che sintetizzano una vita vissuta intensamente per se stessi e che possa aiutare altri con l´esempio dell´entusiasmo, del coraggio, della voglia di fare e di crescere, dei valori alla base.
Buona lettura.

Grazie di cuore!
Luca

(fonte: Corriere della Sera del 16 marzo 2011)
I 72 anni compiuti in contemporanea alla festa dell'Unità: il futuro? Valori e coraggio. L'Italia offre un'immagine doppia: genialità ma troppa flessibilità sulle regole. Forse il vero Cavour del pallone fu Fulvio Bernardini, un anticipatore.

MILANO - Giovanni Trapattoni è nato a Cusano Milanino il 17 marzo 1939. La sua è la storia di un italiano che ha avuto fortuna nella vita, ma che non ha ancora finito di vivere sulle barricate, «perché non bisogna mai smettere di lottare» e, nonostante stia per compiere 72 anni, non ha nessuna intenzione di andare in pensione, perché «non mi interessa quello che ho fatto, ma quello che riuscirò a costruire. Dice il filosofo: la forza dell'uomo è nel futuro». Grazie al pallone, è diventato popolare in tutto il mondo. Le vittorie (22 trofei in carriera), la faccia simpatica, la correttezza, non soltanto nei modi ma anche nei fatti, non bastano a spiegare perché sia così amato dalla gente. La sua qualità è la capacità di farsi capire in ogni angolo del mondo, perché, come diceva Arrigo Sacchi, «non ha bisogno del traduttore nemmeno se tiene una conferenza a Tokyo o Pechino». È un emigrante di lusso, contento di essere italiano, ma senza nostalgia. La prima esperienza lontano da noi è stata al Bayern Monaco, in due tappe nel '94-'95 e dal '96 al '98. Poi due anni a Firenze, quattro da c.t. della nazionale e nel luglio 2004 l'addio definitivo all'Italia: un anno al Benfica, sei mesi allo Stoccarda, due stagioni al Salisburgo e dal maggio 2008 è il c.t. dell'Irlanda (era scritto nel suo destino, visto che è nato il giorno di san Patrizio). Si è divertito, ha vinto e ha divertito. Che idea hanno all'estero degli italiani? Trapattoni riassume così: «Quella che offriamo è un'immagine doppia. C'è quella positiva, perché il mondo ci guarda con ammirazione. Tutti riconoscono la bellezza straordinaria del nostro Paese, ma pure la capacità degli italiani di essere geniali, intelligenti, creativi. Anche nel calcio. Il made in Italy non è uno slogan, ma una realtà consolidata. Però siamo considerati un Paese propenso alla flessibilità delle regole e dei comportamenti, mentre soprattutto al Nord, dove ho lavorato di più, il rispetto delle regole è fondamentale». Trapattoni ha attraversato una bella fetta di storia d'Italia, la guerra quando era un bambino, la ricostruzione, il boom, le profonde trasformazioni degli ultimi quarant'anni: «Non credo che il passato fosse migliore. Di certo, dopo la guerra, c'era la volontà comune di ripartire, c'era l'idea di un percorso chiaro da coprire: lo studio, poi il lavoro, la ricerca di una posizione sociale, la voglia di migliorarsi, il desiderio di fare qualcosa per stare meglio. Non credo che quella fosse un'Italia più bella, ma erano più chiari gli obiettivi. Ad esempio, per uno che cominciava a giocare a calcio, l'unica preoccupazione era quella di arrivare ad avere un posto da titolare. Non c'era tutto il contorno di oggi. Quando mi sono trovato ad esordire in serie A con il Milan in casa della Spal nel '60, avevo un po' di febbre, ma l'ho tenuta nascosta, perché non volevo perdere il treno che mi stava aspettando. Non sapevo se sarebbe ripassato. Però io non sono favorevole alla retorica del passato. Ne parlavo spesso con l'avvocato Agnelli: parlare sempre di quello che era ieri non serve; quello che conta è il futuro. L'importante è essere seri e non perdersi per strada. Se adesso il mondo corre a doppia velocità, bisogna adeguarsi e cambiare passo. Lottare contro internet non serve, meglio sfruttare i vantaggi che offre. Così come è inutile rimpiangere il calcio di una volta. Se adesso non si giocano più tutte le partite alle tre del pomeriggio, perché le televisioni hanno altre esigenze e pagano molti soldi, non è grave. Conta avere entusiasmo, coraggio, voglia di fare e di crescere. E ricordarsi sempre che il pallone è pieno d'aria, dunque bisogna evitare che si sgonfi. Vivere sulle nuvole è pericoloso, perché chi vola troppo in alto fa la fine di Icaro». Quella che Trapattoni proprio non ha è la nostalgia per l'Italia del pallone, anche se la sua base di vita è sempre a Cusano Milanino: «Molti anni fa un'astrologa mi aveva detto: lei lavorerà all'estero. Io non ci credevo, perché ero molto attaccato al nostro calcio. Invece aveva ragione lei. È successo e sono contento che sia andata così. Ho avuto qualche proposta per rientrare, ma non sono voluto tornare, perché qui il pallone è a livelli paranoici: allenatori che saltano per un gol preso al 90', magari su rigore; presidenti che pensano soltanto a vincere; nessuna volontà di costruire qualcosa che possa resistere. Il ritorno a casa, al momento, non è nei programmi. E non voglio sembrare quello della volpe e l'uva. All'estero c'è una capacità di giudizio meno emotiva, più attenta alla sostanza che alle apparenze». In 55 anni di calcio Trapattoni ha conosciuto centinaia di personaggi. Il Garibaldi del calcio? «Direi Enzo Bearzot. Uno che con un gruppo di fedelissimi, come i mille di Garibaldi, ha unito l'Italia, vincendo il Mondiale dell'82, quando nessuno ci credeva». E il Cavour del pallone? «Potrei dire Gipo Viani o Nereo Rocco, ma forse il vero Cavour è stato Fulvio Bernardini, per la sua capacità di essere in anticipo sui tempi, geniale in alcune intuizioni e aperto al futuro». Essendo un allenatore e non un predicatore (o un profeta), Trapattoni non ha messaggi speciali da diffondere: «Dobbiamo far riflettere i giovani sulle difficoltà della vita ma stando al loro passo, con esempi che fanno parte della contemporaneità e senza trasformarci in censori. È bello vivere bene e avere molte cose, ma non è necessario possedere tre cellulari e cinque televisori. Conta capire bene quali sono i valori che contano. Quello che conta è lavorare divertendosi. Io mi alzo presto, guardo le partite, studio situazioni e avversari e quando serve faccio anche il giardiniere a casa. Non per risparmiare, ma perché mi sento giovane e perché dobbiamo essere sempre attivi. Diceva Rocco: non conta la carta d'identità, conta la testa».
Fabio Monti

lunedì 7 marzo 2011

PALA BEACH ROSETO

La settimana scorsa é stato inaugurato il PALABEACH di Roseto degli Abruzzi alla presenza delle autoritá politiche cittadine e sportive regionali.

Perché ne pariamo su NNC?

Per due motivi:
1) perché é una struttura di eccellenza, unica in Abruzzo;
2) perché il promotore di questa iniziativa é Filippo Recinella, giá istruttore al CT Notaresco.

Vi lascio all´intervista e al servizio di TV6 nel quale si trattano temi interessanti (giovani, occupazione, economia) oltre quello prettamente sportivo.



Grazie di cuore!
Luca

lunedì 6 dicembre 2010

AMICACCI Giulianova - HANDIBASKET

Prendo atto della richiesta di Giovanna Gotta e condivido questa bella ed importante esperienza, sia a livello umano che sportivo.

Si legge sul sito: "Questa società per disabili è nata quasi naturalmente, i motivi sono facilmente intuibili. Difatti le persone che inizialmente la costituirono avevano all`interno delle loro famiglie persone con handicap fisico".

Ancora: "Il Basket in carrozzina è uno sport di squadra spettacolare che richiede abilità, intelligenza e rapidità. Richiede uno sforzo fisico notevole. Le regole del gioco sono praticamente identiche alle regole del basket dei normodotati".

Ora un importante passaggio sul quale tutti siamo chiamati a riflettere:

UN PROGETTO “ESPORTABILE”,  dice Galliano Marchionni.  
"Il basket in carrozzina mi ha dato nel corso degli anni la possibilità di viaggiare in quasi tutto il mondo. Rispetto al nostro Paese, la differenza più evidente che si  nota, girando per le maggiori capitali europee (e non solo), é che le persone disabili sono parte viva della società.
Questo vuol dire che i mezzi pubblici sono fruibili, i locali pubblici accessibili e, cosa più importante, la società è culturalmente preparata ad affrontare la “disabilità”.
Culturalmente, l’esser preparati di quelle società è dettato dal fatto che quotidianamente si incontra la disabilità nella sua forma più naturale: il ragazzo in carrozzina che (cosa quasi sempre fattibile) da solo sale e scende dal pulman,  da solo passeggia senza incontrare ostacoli, da solo va al cinema pagando il suo onestissimo biglietto di ingresso e potendo anche scegliere  il posto preferito.
Tutto questo fa sì che il disabile venga considerato un cittadino come tutti gli altri; tutto questo si chiama “integrazione” e determina il grado vero di maturità culturale di una società.
Da questa premessa nasce il progetto “ésportabile”, che risponde infatti all’esigenza di far conoscere per davvero il concetto di disabilità.
Purtroppo  in Italia la disabilità è un mondo pressoché sconosciuto, forse inconsciamente occultato da chi sarebbe deputato a conoscerlo e a farlo conoscere agli altri, un mondo noto solo ed esclusivamente a chi lo vive sulla propria persona o per averne un caso all’interno della famiglia. Un ragazzo in carrozzina che non può salire sul treno se non ha fatto una settimana prima la domanda per l’assistenza; bambini disabili della squadra di minibasket da me curata i quali a scuola, durante la lezione di ginnastica, rimangono per tutta l’ora a guardare i compagni fare sport perché il professore non sa come coniugare l’insegnamento con la disabilità; persone che abusivamente parcheggiano nel posto riservato ai disabili o in corrispondenza dello scivolo per le carrozzine, senza porsi il minimo scrupolo.
Esempi sconfortanti di un’Italia ancora indietro in tema di rispetto della diversità!"

Grazie di cuore!
Luca

martedì 30 novembre 2010

TERAMO BASKET - Continua l'incubo!!!

Siamo arrivati alla settima del campionato cestistico italiano di Serie A1 e vedere l'unica squadra abruzzese militante nella massima serie, adagiata sul fondo della classifica, di certo non è una cosa di cui possiamo andar fieri.

Ovviamente trovare colpevoli è la cosa più ardua da fare in questi casi, dato che si dovrebbe tirar fuori una lista talmente lunga che non basterebbero due giorni per leggerla. Unico salvabile, dopo la partita contro i campioni d'Italia in carica, il neo-arrivato Ramagli, che ha cercato di scuotere i propri ragazzi con bollenti time-out, anche a distanza di pochi minuti.

Indebolita dalla mancanza del nuovo arrivo Joe Crawford, che ha avuto problemi con il visto che tarda ad arrivare, la BancaTercas Teramo non è mai riuscita ad entrare in partita, complice la scattante partenza di Siena che dopo il primo quarto aveva già accumulato un vantaggio di +9.
La formazione di casa prova ad arginare la furia toscana con la zona, dove si intravedono timidi segnali di una ripresa che non avverrà, dato che la zona biancorossa riesce solo ad evitare qualche canestro avversario in più.
Il quarto in cui c'è stato il dilagare della Mens Sana, è stato il terzo dove si è assistiti ad un parziale di 0-25 a dir poco imbarazzante condito da palle perse e time-out a raffica chiamati da Ramagli.

Il proseguo della partita, ovviamente, è stata una dolce galoppata sugli allori dei biancoverdi che hanno saggiamente gestito il vantaggio accumulato.
Si attende, nel frattempo, il rinforzo arrivato venerdì da oltreoceano, Joe Crawford, pedina che dovrebbe risultare fondamentale nello scacchiere di coach Ramagli, per giungere a quell'obiettivo tanto sperato che è la salvezza.
Come era facile prevedere, si cominciano a sentire i primi malcontenti da parte tifosi biancorossi, che nell'occasione di ieri, hanno abbandonato anzitempo il “Palascà” delusi dalla prestazione dei loro beniamini, sempre se così possono essere chiamati.

Nella prossima giornata di campionato, la squadra teramana sarà protagonista (o almeno lo si spera), in quel di Avellino, dove incontrerà una formazione di certo non contenta dell'ultima prestazione disputata a Biella, dato che si è tornati con una sconfitta di un punto al fil di sirena.

Francesco Di Giovannantonio

venerdì 26 novembre 2010

MISSIONE SALVEZZA!!!

Siamo arrivati al punto di non ritorno...



Quello toccato dalla BancaTercas Teramo, uno 0 su 6, che è costato il posto all'head coach Capobianco, nonostante il suo glorioso passato nelle file biancorosse, maker della splendida convocazione in nazionale come allenatore in seconda al fianco dell' head coach Pianigiani.


Sull'allenatore sono piombate le cause di un mercato estivo poco producente, o perlomeno poco appetibile, dato che come pilastro portante della squadra era stato scelto Mike Hall, giocatore si, di indiscutibile talento, ma altrettanto discontinuo e “lunatico” per non definirlo “pazzo”, tanto è vero che proprio due settimane fa è stato tagliato assieme ad Ahern e Show.


Ovviamente ora il compito della società biancorossa sarà quello di tornare sul mercato cercando di far contare nel proprio esercito uno o più uomini determinati a sposare la causa biancorossa con un attaccamento tale da tirarla fuori da quest'inferno.


Il primo innesto è stato Joe Crawford, guardia-ala,nato a Detroit il 17 Giugno del 1986, alto 196 cm, cresciuto nell’università di Kentucky. Un giocatore che ha sempre avuto i punti nelle mani, come dimostrano le statistiche che lo riguardano.


Ha militano per anni nella D-League con i Los Angeles D-Fenders prima, per poi passare a diverse comparse nella pre-season NBA. Viene chiamato a giocare 3 gare in Cina alla fine del campionato dedicato alla massima serie nazionale, e qui ancora dimostra di avere una spiccata dote offensiva, portando a referto 21 punti per gara.


Intanto si è deciso chi sarà il successore di Capobianco, Alessandro Ramagli, specializzato nel far resuscitare squadre in fin di vita, così come dimostra la splendida impresa messa a segno nel lontano 1999 quando subentra a Stefano Michelini  come capo allenatore del Livorno Basket, portando la squadra dalla zona retrocessione  ad un passo dalla finale promozione per la serie A1.


E' ovvio che la società si accontenterebbe di restare un altro anno in serie A centrando quella che per il Presidente Antonetti è lo scudetto del TeramoBasket: LA SALVEZZA.


Per evitare di giungere a conclusioni affrettate, nel frattempo, aspettiamo l'incontro “clou” di domenica prossima dove la BancaTercas affronterà i campioni d'Italia in carica, la corazzata senese della Montepaschi.


Sfortunatamente non c'era gara iniziale più difficile per cominciare l'avventura di coach Ramagli, anche se nella sfortuna può presentarsi la fortuna, perchè vincendo contro i campioni d'Italia sarebbe l'inizio sognato da Ramagli, o se vogliamo, l'inizio della rincorsa alla salvezza.
 
Francesco Di Giovannantonio

lunedì 22 novembre 2010

BASKET

Quest'anno ancora non riesco a vedere una partita al palasposrt di Scapriano, a Teramo.
Spero di poterlo fare domenica prossima contro Siena.
La situazione sportiva del nostro territorio è parecchio compromessa e Teramo rappresenta un'oasi in cui rifugiarsi. Almeno fino allo scorso anno!
Sembra che la scelta dei giocatori in estate non sia stata la più azzeccata e che la società sia in profonda crisi (0 vittorie - 6 sconfitte), speriamo solo di risultati.
Dico "speriamo" per un motivo: se dipende dai risultati ma c'è organizzazione e capacità di uscire da un momento difficile se ne uscirà, ma se la crisi dipende da situazioni più profonde, più invisibili non solo tecniche ma personali, non solo momentanee ma gestionali, allora c'è da preoccuparsi non poco per garantire la salvezza di un ambiente, che sembrava un modello di eccellenza e che così (forse) non è...

La piccola Roseto (C1), invece, mi sembra dignitosissima (ieri ha perso di 1 fuori casa) e alla ricerca di una dimensione più consona alla sua storia e alle aspettatvive della sua piazza. 
Rinnovata, con idee chiare, con i piedi per terra, ma con un gruppo di persone giovani e di buona volontà che stanno buttando le basi per un futuro più interessante e avvincente.

Un grande in bocca al lupo alle nostre squadre e forza tutti per portare in alto la nostra provincia.

Grazie di cuore!
Luca

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"I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l'uomo che non accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza" Albert Einstein. (riguardo le accuse a Bertrand Russell; citato in Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impenitente, 2008)

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