"INSIEME PER REALIZZARE UNA GRANDE STORIA"

Siamo NATI NELLA CONDIVISIONE e saremo in grado di realizzarla solo quando capiremo che... "Ogni potere è debole, a meno che non sia unito" Jean de La Fontaine

notaresco nel cuore del... web!

"Crescere significa superare quello che siete oggi" (Swami Prajinanapada)
Visualizzazione post con etichetta Sociale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sociale. Mostra tutti i post

mercoledì 4 aprile 2012

VIVA L'ITALIA (ma mi trasferisco all'estero)!

Mi piace l'Italia, amo l'Abruzzo e la mia Notaresco, sono un appassionato sostenitore del Km0 e m'impegno quotidianamente per migliorare il contesto nel quale mi trovo (sia come uomo, sia come padre e marito, sia come lavoratore, sia come politico).


Questo articolo mi lascia pensare però che per molti giovani, come ho fatto io a 18 anni, una buona possibilità per capire meglio quante possibilità ci sono nella nostra terra e quanto sia importante viverci e impegnarcisi, è bene fare delle esperienze all'estero. I 10 paesi dove ci si può trasferire per una motivante e cotruttiva esperienza sono descritti in questo articolo che segue.


Lavorare e avere una buona qualità della vita privata è possibile: ecco i 10 paesi che lo permettono

E' possibile conciliare perfettamente il lavoro, la famiglia e la cura per se stessi? A quanto pare sì e a confermarcelo è l'OECD (organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo)che ha stilato una classifica sui paesi che permettono di avere questo eccellente connubio tra lavoro e famiglia

di Valentina Vacca

Trovare il perfetto bilancio tra lavoro, famiglia e tempo libero è una delle chiavi della felicità, ma non tutte le nazioni permettono di avere questa giusta combinazione.
L'OECD ha stilato una classifica in questo senso che tiene conto dei paesi che permettono ai cittadini di avere questa giusta combinazione. Sono stai presi in considerazione vari parametri: innanzitutto i giorni di maternità concessi non solo alle madri, ma anche ai padri. Poi le ore medie lavorative annuali e i giorni di vacanza retribuiti.

Inutile dire che l'Italia in questa classifica non compare: anzi il nostro è uno tra i paesi che ha il maggior numero di ore lavorative e meno giorni di vacanza e che, paradossalmente, ha una produttività più bassa.

10 LEZIONI DI VITA CHE SI IMPARANO ALL'ESTERO. Clicca qui>>

Forse le aziende italiane dovrebbero chiedersi: a che serve lavorare tante ore se poi non si produce? Prendiamo come esempio la Germania, dove le persone lavorano neanche 30 ore alla settimana: nonostante questo i tedeschi possono vantarsi di essere uno dei paesi che meno ha sofferto la crisi poiché possiede un'organizzazione e un'economia che vanno a gonfie vele. Perché non prendere esempio da loro?

Ecco i 10 paesi del mondo dove è possibile avere un'ottima qualità della vita CLICCA QUI>>



Grazie di cuore!
Luca

venerdì 27 gennaio 2012

LIBERALIZZAZ(z)IONI...

Sulla liberalizzazione dei costumi, l'Italia non ha avuto bisogno né di referendum popolari e né di governi tecnici. Tutto è filato via liscio, senza quasi neanche accorgersene!
Sulle liberalizzaz(z)ioni in settori come la politica sociale o l'economica, se ne può parlare...
Non mi piace questa storia delle liberalizzaz(z)ioni e lo scrivo su NNC così da averne testimonianza. E lo scrivo pure con una "z" in più in quanto per me è un errore!
Dal mio punto di vista in Italia non siamo ancora pronti per un cambiamento di questo genere che, prima di essere economico, dovrebbe essere culturale.
Credo che il buon Monti e la sua squadra abbiano capito una cosa molto importante: come incassare 18 miliardi di Euro facendo passare la manovra economica (tant'è!) come una rivoluzione epocale, come un processo di svecchiamento del paese. Saranno solo più persone, più aziende (con la chimera di un posto di lavoro "più facile" da trovare) da spremere e da  indirizzare verso le banche (categoria che non ha bisogno di essere liberalizzato). 


Il territorio consegnato alle multinazionali
"Il decreto sulle liberalizzazioni proposto dal governo contiene un articolo 22 che affida il territorio nazionale ‐ e il mare attorno ‐ alle multinazionali del petrolio e del gas. Esse potranno fare le ricerche che ritengono necessarie e sfruttare i giacimenti ritrovati per un numero di anni indefinito (20+5+5+ ecc.) salvo poi, una volta esaurito il luogo, rimettere ordinatamente tutto a posto. Come dubitarne? È tutto scritto con precisione". 
LEGGI TUTTO...


Decreto Liberalizzazioni, Clamoroso: art. 44, arrivano le carceri private
Carceri affidate ai privati, con obbligo di partecipazione delle banche. Ecco cosa si nasconde nell'art. 44. La mafia ringrazia: finalmente potranno gestirsi le carceri da soli.
Mentre eravamo tutti intenti a preoccuparci di tassisti, crociere e forconi, guarda guarda cosa ti infilano nel decreto "liberalizzazioni" i nostri amici seduti al governo. Una ventina di righe all'articolo 44, mica niente di che, che ancora nessuno ha letto e di cui nessun giornale ha fatto ancora parola. 
Il provvedimento si chiama Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie, ed in sintesi realizza un sogno da tempo coltivato: quello di affidare le carceri ai privati. Si sa, le carceri son piene, mica vorremo un indulto al giorno con tutti i delinquenti che ci sono oggidì.

LEGGI TUTTO...


Questo solo per parlare di alcune cosette che, chiamandole liberalizzazioni, si vuol far passare inosservato.
Ma Monti non è Berlusconi e allora gli si può concedere qualche lusso! O no? Tanto lui è senatore a vita...


Grazie di cuore!
Luca

mercoledì 7 dicembre 2011

Il più Grande Crimine... dopo il Big-Bang!!!

Il programma di sole 4 puntate ideato, diretto e condotto da Fiorello su RAI1 si è concluso alla grande con milioni di spettatori attacati alla TV e share da record... E allora prendiamo in prestito il tormentone (mi riferisco al titolo) e applichiamolo a questo argomento di cui trattiamo oggi (nella consapevolezza di fare cosa buona e giusta!).
Paolo Barnard è un giornalista che racconta delle cose che nessuno (o pochi) di solito dicono. 
In questa parte (quarta) della "sua" storia, IL PIU' GRANDE CRIMINE, raccontata su YOUTUBE, ci sono dei passaggi molto interessanti che potete continuare ad approfondire ascoltando tutto il suo intervento (partendo dal primo video).
NNC sempre alla ricerca di idee, di informazioni, di possibilità, di soluzioni, ecc...


Il più Grande Crimine (parte 4)




Un punto di vista come un altro?


PAOLO BARNARD home


Grazie di cuore!
Luca

martedì 6 dicembre 2011

Monti e le genuflessioni fiscali

Dopo le imbarazzanti notizie riportate ieri su NNC (Treni-taglia!), oggi questo post di Domenico Valter Rizzo sulle questioni fiscali del nostro paese.
Se ho definito imbarazzanti le notizie di ieri, non so quale aggettivo adoperare per quelle odierne...
Ma la Chiesa non potrebbe mettere una mano sulla coscienza e l´altra in tasca per cappiarsi?


Molti sono rimasti colpiti dalle lacrime di un ministro e dal nobile gesto del presidente del Consiglio che ha rinunciato al suo stipendio. Le lacrime sono un fatto privato, anche se espresse in pubblico, quindi non me ne occupo. Riguardo alla scelta del presidente Monti, vorrei invitarlo a far marcia indietro. Il lavoro, tutto il lavoro, va pagato, quindi anche il suo.


Il risparmio poi per l’erario sarebbe minimo, così, come forse è il caso di dirlo, sarebbe risibile anche il ricavato dai famosi tagli al costo della politica. Si eliminerebbero certo privilegi odiosi; più che un intervento economicamente rilevante sarebbe un intervento contro il rapporto che diventa sempre più pericolosamente distante tra i cittadini e le strutture di governo democratiche. La campagna contro i costi della politica in realtà ne nasconde un’altra: quella che porta alla delegittimazione delle istituzioni parlamentari. Giusto tagliare, quindi, ma in quest’ottica, non pensando che la riduzione del numero dei parlamentari o il taglio dei loro stipendi ci porti fuori dalla crisi.


A Monti, invece di rinunciare al suo stipendio, mi permetto di suggerire una strada che potrebbe portare numeri assi più alti nelle casse dello Stato. Far pagare le tasse al principale evasore italiano: la Chiesa Cattolica. Capisco che è difficile e capisco che i mentori del suo Governo hanno preso impegni con le gerarchie vaticane. Tant’è che il presidente del Consiglio, non appena assunto il mandato, ha avuto come prima esigenza quella di incontrare il Papa, mentre i segretari dei tre principali schieramenti che lo sostengono in Parlamento si sono precipitati a rassicurare la Cei.


Il professor Monti ha detto che l’alternativa è tra il fallimento e i sacrifici, ebbene tale situazione impone di fermare qualsiasi genuflessione fiscale di fronte al Vaticano.


La Chiesa possiede il 22% del patrimonio immobiliare italiano. Si tratta di circa 90 mila immobili, per un valore di circa 30 miliardi di euro, su questo patrimonio non paga un centesimo di tasse. E’ esente sia per gli immobili di gestione e di culto (chiese, conventi, sedi vescovili, oratori e via discorrendo) ma anche per quelli strettamente commerciali: alberghi, ristoranti, negozi. Basta realizzare una piccola cappella nell’edificio, che diventa così addetto ad attività spirituali e di conseguenza esente dalle tasse.


Il risultato è una perdita secca per i Comuni italiani di più di 2 miliardi e mezzo, mentre per lo Stato la cifra stimata è di almeno 12 miliardi di euro. Per recuperare gran parte di questo denaro evaso, basterebbe tassare solo le attività che hanno una rendita economica e lasciare fuori le strutture che effettivamente non hanno fini di lucro e svolgono gratis assistenza ai poveri come le mense Caritas e altre attività simili.


Ma non si tratta solo di tasse evase. Le cinque università di proprietà della Chiesa Italiana, così come gli altri almeno 10 mila istituti scolastici religiosi (dove le famiglie pagano comunque rette elevate) e gli oltre 6 mila ospedali e case di cura ricevono dallo Stato circa 1 miliardo di euro. Veri e propri aiuti di Stato ad attività imprenditoriali private. Ma non è proibito dalle norme europee?

LEGGI ANCHE - IL POTERE DEL VATICANO: Tra ricchezze e privilegi

Grazie di cuore!
Luca

venerdì 18 novembre 2011

COPPIE DI FATTO... ONE MORE KISS!

IKEA aveva giá toccato l´argomento proponendo la sua campagna FAMILY CARD. Sí vabbé, ma senza verve...!!!
In giro per il mondo non si fa altro che parlare del riconoscimento delle coppie di fatto come un diritto da riconoscere a chi ama senza tenere conto della "tradizione"... In Spagna, di recente, il lascia-passare per l´unione tra coppie omosessuali. Ancora piú di recente il Survivors Netword of those Abused by Priests – ha presentato alla Corte dell'Aia una documentazione di 80 pagine (e 20mila documenti allegati) per dimostrare che il Vaticano avrebbe “tollerato e reso possibile la copertura sistematica e diffusa di stupri e crimini sessuali contro i bambini in tutto il mondo” e il conseguente, prevedibile e imbarazzante "no comment" della Santa Sede.
Adesso da 2 giorni si sono svegliati tutti. La verve ce l´ha messa Benetton!
Sono state mostrate delle immagini, ovviamente fotomontaggi, di baci tra autorità di primissima importanza... Il Papa Benedetto XVI che si lascia andare ad un bacio con l'Imam de Il Cairo, Sarkozy che tradisce Carla con il Cancelliere tedesco Angela Merkel, Obama con Hu-Jintao, ecc...
Un bacio galeotto che non mancherà di creare grande clamore e di far parlare di sé, visto soprattutto il calibro dei protagonisti e la posta in gioco: l’odio da sconfiggere, sempre e comunque. Benetton ha giá ritirato le immagini ma il suo rientro in termini di popolaritá l´ha giá avuto! 
Inviperito il Vaticano. Furiosa la Casa Bianca. Mah!
Com´era quella frase?
"Quando il saggio indica la luna, lo stupido guarda il dito..."
Ma la regola sostenuta ad ogni latitudine, non era quella che l´amore vince su tutto?
Ecco le immagini piú rappresentative della campagna...
Ora ve lo immaginate uno scatto, piú locale e terra-terra che vede come protagonisti Catarra e Sposetti? O Del Papa e la Recchiuti? 
O Pavone e Ginoble (scegliete voi chi rappresenta la famiglia!)


Grazie di cuore!
Luca

martedì 20 settembre 2011

LA SCUOLA A NOTARESCO

Questa é Notaresco! Non Roseto...
Mi rifaccio al post E IL CORAGGIO DOV´É FINITO? del 15 settembre scorso, per far conoscere il coraggio che ha avuto il nostro Ente, insieme agli organi scolastici preposti, di adottare misure differenti dal passato (o da qualche comune vicino).


Qualcosa di differente sta accadendo.
(O forse no?)


E cosa accadrá nei prossimi 12 mesi?
Per l´Italia, per la Scuola e per molti altri servizi ci saranno grosse novitá e riforme.



Necessarie? 
Inutili?


Non sono io a poterlo dire ma le cose stanno cosí!
Ci stanno chiedendo (Europa, Stato, Regioni, ecc...) di riorganizzarci (come Enti Pubblici) e i piú virtuosi e i piú proattivi stanno prendendo provvedimenti.
Forse sembreranno azioni drastiche, forse scomode, forse antipatiche, forse non del tutto comprese e comprensibili ma se vogliamo guardare agli altri Paesi europei e prenderli come modelli virtuosi (visto che ci siamo nell´Europa che conta!), dobbiamo adeguarci.


Sulla questione scuola, a Notaresco, non vorrei piú aggiungere nulla ma solo la comunicazione che il Ministero ci ha inviato per chiederci l´adeguamento con i parametri in vigore attualmente.





Grazie di cuore!
Luca

martedì 19 luglio 2011

VIDEOREPORTAGE DEL 3° MOTORADUNO D'EPOCA DELLE COLLINE TERAMANE.

Il 3° motoraduno è stato un momento di aggregazione tra appassionati delle moto d'epoca con indirizzo turistico.
Come sempre é aperto a chiunque, indipendentemente dalla marca e dal tipo di moto posseduta.
La passione per questi gioielli d´epoca, lo spirito di gruppo e la condivisione aiutano ogni anno questo evento e la sua ottima riuscita.



IL RADUNO E LA COLAZIONE



LUCIO DI CRESCENZO



IL PERCORSO



LA PARTENZA



Grazie di cuore!
Luca

lunedì 11 luglio 2011

L'elasticità che serve per essere un buon capo (di F. Alberoni)

Inizia questa settimana con un monito che suona come musica per le mie orecchie. Francesco Alberoni sostiene che ci vuole gioco di squadra per fare impresa. Aggiungo un altro fattore in cui ho sempre creduto: il Potere.
Il Potere e il Team sono i 2 elementi che possono proiettare qualunque impresa (e mi riferisco anche a quella politica) a risultati eccellenti.


Colgo l´occasione per ringraziare tutti quelli del Team che hanno contribuito con il loro lavoro, il loro tempo, le loro idee, i loro consigli, la loro passione, per realizzare la 3a FESTA DELLA BIRRE ARTIGIANALI.


DIETRO LE QUINTE



BALLI DI GRUPPO



Grazie di cuore!
Luca



Chi guida un'impresa deve saper fare gioco di squadra

Elasticità, duttilità, parole che abitualmente non mettiamo in rapporto con l'impresa, eppure sono importanti in un'epoca di cambiamento. L'impresa per sua natura affronta quotidianamente il rischio, il mutare dei prezzi, gli umori del mercato, deve mettere continuamente a punto la sua tattica, talvolta la sua strategia. Un compito cresciuto con l'accelerazione della rivoluzione elettronica in particolare per quelle imprese che assemblano produzioni fatte in Paesi diversi e vendono i loro prodotti nel mercato globale.
Il continuo mutamento e la rapidità di decisione richiede che chi si trova al vertice sia pronto a cogliere e valutare un numero altissimo di segnali di cambiamento. Nessun imprenditore, anche se vi dedica tutto il suo tempo e si sposta in continuazione, può fronteggiare questa continua sfida da solo. Ha bisogno che i suoi stretti collaboratori siano costantemente in contatto con lui per ricevere e per dare informazioni, e che sappiano reagire con tempestività. Un risultato possibile solo se il vertice dell'impresa è formato da una squadra in cui ogni collaboratore ha una precisa funzione ma in cui tutti sanno cosa fanno gli altri, sono in stretto rapporto fra di loro e lavorano come una équipe di ricerca in cui nessuno vuole mettersi in evidenza, ma solo raggiungere il risultato migliore. Il capo farà delle riunioni in cui informa tutti e gli altri riferiscono sul loro lavoro e dicono il loro parere. Ma non basta, bisogna che i membri dell'équipe abbiano una sincera fiducia, stima dei loro compagni, conoscano a fondo cosa stanno facendo, diano loro tutte le informazioni che servono e possano consigliarli senza che nessuno se ne senta sminuito. Così, quando qualcuno è impegnato, gli altri cercano di supplire la sua assenza. Il gruppo dirigente deve essere una comunità solidale di amici tesa verso una meta.
Ce ne fornisce un bellissimo esempio il film «Thirteen days» che racconta come John Fitzgerald Kennedy insieme a suo fratello Bob, a Robert McNamara, ad Adlai Stevenson e pochi altri hanno gestito la crisi di Cuba che poteva sfociare in una guerra mondiale. Tutti parlavano col presidente, discutevano fra loro, gli davano consigli e poi la decisione la prendeva lui solo. Questa organizzazione elastica era necessaria perché era la prima volta che si presentava la possibilità di una guerra atomica e, per evitarla, tutte le vecchie regole militari e diplomatiche andavano completamente cambiate.
Francesco Alberoni
(fonte Corriere della Sera dell´11 luglio 2011)


FRANCESCO ALBERONI home


mercoledì 8 giugno 2011

La spinta al cambiamento dei movimenti collettivi (F. Alberoni)


Cosa possiamo imparare osservando le scelte della societá nella quale viviamo? Siamo portati a pensare che la cultura egemone sia il faro del nostro tempo? Francesco Alberoni ci propone una riflessione che é da valutare con attenzione. E le domande che mi vengono oggi, sono: "di quali cambiamenti siamo portatori inconsapevoli?" "Verso quale cambiamento consapevole ci stiamo indirizzando?" "Quante persone anonime lo stanno creando?" "Chi sará il leader della prossima e imminente rivoluzione culturale?" "A quali stimoli stiamo reagendo?"

Grazie di cuore!
Luca

(fonte: Corriere della Sera del 06 giugno 2011)
Spesso sociologi e politologi ne sottovalutano il peso
Ogni società cambia attraverso nuovi governi, nuove leggi oppure perché viene sfidata dal basso da sommovimenti popolari emotivi ed improvvisi: i movimenti collettivi. Tutti i movimenti collettivi sono il prodotto di una tensione che si accumula lentamente e a un certo punto esplode. La gente si affolla nelle piazze, ha una esaltante esperienza di eccitamento, entusiasmo, dedizione, speranza nell'avvento di una epoca felice. È quello che abbiamo visto nella piazza Tahrir del Cairo e in quasi tutti i Paesi arabi. Di solito da questo confluire spontaneo emergono dei leader carismatici attorno a cui si strutturano nuove formazioni politiche.
Ma i politologi e i sociologi non studiano i movimenti e ne sottovalutano l'importanza. Così pochi hanno compreso che la fine della Prima Repubblica, fra il 1989 e il 1994, è avvenuta sotto la spinta di movimenti collettivi. Eppure in quel periodo ne sono emersi quattro: la Lega, il movimento referendario di Segni, quello di Di Pietro che poi ha generato il partito Idv, e Forza Italia da cui è sorto il Pdl. In sostanza, le formazioni che hanno caratterizzato l'assetto politico fino ad oggi.
Ormai tutti sono d'accordo che questo assetto stia tramontando. Molti pensavano che la transizione sarebbe avvenuta come in Inghilterra o negli Usa, col passaggio del partito di governo all'opposizione e viceversa. Ma questo accade nei sistemi bipartitici mentre l'Italia è una Repubblica parlamentare. Di conseguenza il cambiamento sta avvenendo ancora una volta attraverso nuovi movimenti. Il processo è iniziato a sinistra grazie alla istituzione delle primarie che consentono l'accendersi di un movimento attorno ad un nuovo leader carismatico. È così che è emerso Vendola. Poi qualcosa di simile si è verificato a Milano con Pisapia e a Napoli con de Magistris. Il movimento di Vendola ha adottato addirittura un colore simbolico nuovo, l'arancione.
Ma il processo di trasformazione non si è concluso. Sono in atto mutamenti anche nel centrodestra. Potrebbero esserci delle primarie anche nel Pdl e, se dovesse crearsi anche in quest'area un vuoto politico e uno stato di incertezza, di certo assisteremmo al formarsi di movimenti e di nuove leadership. In sostanza mi sembra di poter dire che nel sistema politico italiano, dopo vent'anni, è iniziato un altro «periodo di movimenti» che potrebbero distruggere molte vecchie formazioni politiche e farne apparire delle nuove e con nuovi leader.
Francesco Alberoni

lunedì 6 giugno 2011

REFERENDUM ACQUA (differenti veritá..)

Andiamo a votare per i Referendum il 12 e 13 giugno.
Tra gli altri (4 in tutto), si deciderá sulle sorti dell´acqua. Mi piace l´immagine e lo slogan di oggi: "il bidet sará un lusso".
Ci saranno anche persone che lo rimpiangeranno (il bidet) in quanto non potranno piú lavarsi la faccia (o il culo; tanto é lo stesso!).
Se ti chiedi chi possano essere questi personaggi leggendari, immortali, che attraversano ogni situazione tragica e rischiosa rimanendo sempre in piedi (tanto quanto B.), eccoti una magistrale interpretazione di qualche tempo fa...   


Bersani a Carpi il 18 settembre 2008 per dar man forte al PD locale, nel sostenere le ragioni della privatizzazione di Aimag (società che gestisce ACQUA, GAS e RIFIUTI a Carpi ed in altri 20 Comuni tra la provincia di Modena e Mantova), in occasione della campagna elettorale per il Referendum comunale voluto da un gruppo di cittadini per fermare la privatizzazione.





Bersani (il PD) puó cambiare idea (se mai l´avesse cambiata) sull´acqua, é in uno stato confusionale o é un gran... equilibrista?


"La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare" (Charles Bukowski)

Di contro, la voce autentica e impegnata di Alex Zanotelli, che da anni si impegna per creare condizioni di pace e di giustizia solidale. 
In questo provocatorio video, chiede:"AVETE MAI PENSATO DI PRIVATIZZARE VOSTRA MADRE?"


nigrizia home

referendum acqua home


QUESITO N.1 “ACQUA PUBBLICA”

"Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?"
La normativa stabilisce che la gestione del servizio idrico venga affidata a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. 
Abrogare questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

QUESITO N.2 “ACQUA PUBBLICA”
"Volete voi che sia abrogato - Art. 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"
Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”. La parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio!


Grazie di cuore!
Luca

mercoledì 1 giugno 2011

Teresa Ginoble: Noblesse oblige!

Roseto - Vince Enio Pavone al ballottaggio per il  nuovo Sindaco di Roseto. La sconfitta, candidata del PD , Teresa Ginoble, parla  di "qualcuno che dovrà assumersi da domani tutte le responsabilità di questa sconfitta".


Questo quanto riportato dalla cronaca locale in un articolo del 30 maggio scorso, subito dopo il ballottaggio.


Ora, sul "qualcuno che dovrà assumersi da domani tutte le responsabilità di questa sconfitta" (quindi responsabilitá pari a zero, in perfetto stile Mourinho), mi vengono delle riflessioni:


1) in che modo ci sarebbe stato il cambiamento e/o il rinnovamento (tanto proclamato) visto lo stile vecchio, astioso, giudicante, fuori controllo (e non sono promesse, ma fatti) del consigliere Teresa Ginoble alla resa dei conti? Noblesse oblige! 


2) in che modo sarebbe stata un Leader se la prima cosa che ha fatto é stata quella di scaricare le responsabilitá? 
Noblesse oblige!  


3) in che modo é un Leader per i "giovani" del suo schieramento se questo é l´insegnamento che offre alle "nuove" leve? 
Noblesse oblige! 


Ce ne sarebbero altre (come l´ultimo post sul suo sito ufficiale, il cui committente responsabile é il nostro Nicola Sposetti - teresaginoble.it - che risale al 25 maggio e titola COME VOTARE IL 29 e 30 MAGGIO; senza un ringraziamento a chi l´ha sostenuta, a chi ha vinto, alla cittá di Roseto che l ´ha sopportata per una decina di anni!) ma mi fermo qui (evito anche di parlare dello slogan!!!).


Questa sconfitta deve comunque insegnare a molti (nuova maggioranza compresa; e includo anche quella di Notaresco) che non si puó fare ancora politica nella vecchia maniera: parlando, promettendo, illudendo (e oggi anche senza soldi!). È necessario un momento di riflessione, di costruzione (fatta in tempo e non abbozzata nelle ultime settimane) di collaborazioni credibili, di azioni pratiche a beneficio di tutti e non di pochi "amici", ed é necessario un momento nel quale tirare fuori il coraggio ed usarlo per creare una nuova cultura (fatta di dialogo autentico che parte dall´ascolto) che porti nuovi e migliori risultati. 


Se non si ha questo coraggio e non si intraprende questo cammino, nei prossimi anni, conteremo ancora tanti Ginoble!


"Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare". Paulo Coelho, L’Alchimista


Grazie di cuore!
Luca    

domenica 29 maggio 2011

DIRITTI UMANI: AMNESTY INTERNATIONAL SPEGNE 50 CANDELINE

Amnesty International ha celebrato i suoi cinquant'anni d'impegno per la tutela e la promozione dei diritti umani, e in Italia festeggia col lancio di un sms solidale (al 45506) per raccoglie fondi per la tutela dei difensori dei diritti umani nel mondo. L'evento clou del weekend e' stato il 'brindisi alla liberta'' con cui e' stata ricordata la vicenda che diede vita all'organizzazione: l'arresto in Portogallo di due studenti che avevano alzato i calici auspicando la fine della dittatura.


Amnesty International home

giovedì 26 maggio 2011

Competizione e solidarietà Il difficile equilibrio (F. Alberoni)


Il gioco di squadra é fondamentale per tenere in vita la competizione e, in sostanza, é retto dalla solidarietá.
L´elemento distintivo é sempre e comunque l´essere umano, l´individuo.
Per questo a Notaresco (in comune) siamo partiti dallo sviluppo delle abilitá di ognuno (dalla solidarietá). 

"Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi". 
Questo Ernest Hemingway, al quale aggiungerei: partendo da quello che sei...

Grazie di cuore!
Luca 

(fonte: Corriere della Sera del 23 maggio 2011)
La società è formata tanto dalla competizione come dalla solidarietà. La prima modifica e innova, la seconda stabilizza. E ciascuna ha delle regole. La solidarietà chiede alla gente di dire la verità, di rispettarsi, di aiutarsi reciprocamente, di essere leale. La competizione invece le consente spesso anche di mentire, ingannare, creare tranelli all’avversario. A poker il giocatore cerca di trarre in inganno l’avversario e perciò vince non solo chi ha il punteggio più elevato, ma anche chi riesce a fare un bluff. Il commerciante non è tenuto a dire che l’oggetto che vende a cento gli è costato solo dieci. Non è compito dell’avvocato scoprire la verità, ma solo far apparire l’imputato innocente mentre il pubblico ministero deve farlo apparire colpevole. Il politico, per vincere, cercherà di dimostrare che il suo competitore è inadeguato o incapace. Però la competizione può esistere solo perché la società nel suo complesso è retta dalle regole della solidarietà. Perfino l’esercito in guerra ha bisogno che i suoi membri siano solidali, si aiutino, si sostengano. Anche i mafiosi hanno regole di solidarietà fra di loro.

Deve quindi sempre esserci un equilibrio fra queste due forze. Vi sono invece dei periodi in cui la competizione cresce, deborda e sembra quasi travolgere il mondo della solidarietà. Per esempio nella guerra civile, quando perfino le famiglie sono lacerate dall’odio. E vi sono società in cui le forze competitive diventano così forti da invadere il mondo della solidarietà. Come fa il narcotraffico in Colombia e la camorra in certe zone di Napoli. A volte è la politica che deborda. È successo in Italia all’epoca del terrorismo, ma ci sono state esagerazioni anche negli ultimi anni. La mia impressione è che gli italiani oggi si siano stancati degli eccessi della competizione politica. Del chiasso, degli insulti, della demagogia, dei tradimenti, di tutto ciò che è chiacchiera e corruzione. Mentre vogliono cose concrete, pratiche, sviluppo economico, lavoro, occupazione, nuove strade, ferrovie, servizi efficienti, una città pulita. E si diffonde sempre di più il bisogno di solidarietà, cioè di ordine, di serietà, di onestà, di giustizia, di correttezza in tutti i campi: sul lavoro, sulle strade, nella scuola, nei comportamenti quotidiani, fra vicini, in famiglia. Il bisogno di una ricostruzione politica e morale.
Francesco Alberoni

Utili blog PER CONTINUARE LA LETTURA

"From the pain come the dream - From the dream come the vision - From the vision come the people - From the people come the power - From this power come the change" Peter Gabriel - Fourteen Black Paintings


"I grandi spiriti hanno sempre trovato la violenta opposizione dei mediocri, i quali non sanno capire l'uomo che non accetta i pregiudizi ereditati, ma con onestà e coraggio usa la propria intelligenza" Albert Einstein. (riguardo le accuse a Bertrand Russell; citato in Piergiorgio Odifreddi, Il matematico impenitente, 2008)

Per creare insieme la nostra Notaresco

Scrivi a NNC e lascia un tuo commento, idea, suggerimento, riflessione, critica, ecc...
nonecu@gmail.com

I LOVE NOTARESCO

un cuore che batte di passione...

un cuore che batte di passione...
Per chi ha Notaresco nel cuore!

NNC

NNC

NNC